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Modello SR163 La Soluzione

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Modello SR163 La Soluzione

Modello sr163   LA SOLUZIONE.

 

Prima di scrivere, ho letto Tantissimi post che trattano l’argomento.

Prima di modificare questo post, credo vada ringraziato @Maurizio_ING

per questo

 

Poco, ma buono e per qualcuno (malato di timbro) sarà utile

IO la situazione la conosco, l’ho vissuta, la vivo, so cosa vuol dire.

 

Messaggio intro:

Aaaaaattenzioneeee!!

In questo post vengono usate parolacce (inps, lavoratori, malati di timbro)

e volgarità in generale (burocrazia, moduli, autocertificazioni).

Se sei particolarmente sensibile a certi argomenti (diritti, contratti, norme)

ti consiglio di non continuare la lettura.

Ti ricordo, che ogni riferimento a cose (soldi, cliniche, reparti)

o persone reali (io, burocrati, caposala), uso del maschile o femminile per esprimere un concetto,

è puramente casuale e del tutto in rima poetica e non diffamante.

E non diffamante.

Questo che segue, è ciò che ti sei perso da un paio di mie recenti avventure.

 

Buona lettura.

 

Il modello sr163 è una comunicazione interna all’inps, la quale si autorizza in piena autonomia a certificare l’effettivo possesso di un IBAN da parte del richiedente di una prestazione a sostegno del reddito.

Sostegno del reddito, il più delle volte vuol dire

 “una persona che ha perso il lavoro”.

Per la scadenza contratto, fallimento aziendale, licenziamento o per qualsiasi altra motivazione; insomma è una delle peggiori disgrazie che possa capitare. Non è la peggiore te lo posso assicurare, la sto vivendo in questo presente, nel mio passato e nel presente prossimo. Spero non in futuro.

 

Se NON ti trovi in questa situazione,

sappi che IO son contento per te, NON ti invidio.

Ti ammiro e visto che stai leggendo le parole di una persona che non conosci,

ti auguro di non conoscere la mia situazione.

Tu avrai sicuramente altre disgrazie a cui fronteggiare, ma quella odierna,

che ci unisce e ci accomuna in queste righe,

è arrivare a fine ---> post <---

e visto che mi piace scrivere, mi impegno a coinvolgere la tua curiosità

e spero di convincerti ad arrivare al fondo del post assieme a me.

 

Se invece sei in questa situazione, come me,

hai tutta la mia vicinanza, mi commisero con te delle nostre odierne disgrazie,

leggendo tutto il post, ti assicuro, troverai un sospiro di “piace” (ndr)

ed una grossa risata!

Ovviamente c’è anche la soluzione che cerchi.

 

Abbiamo perso il lavoro? Chiusa una porta si apre un portone

e nell’era digitale un portale (ndr).

Intanto compila la naspi. Rigorosamente online.

I tuoi dati li hai? Bene, puoi definirti padrone dei tuoi dati e se ne avrai bisogno,

puoi firmarti la delibera di utilizzo ai sensi della legge,

che ti dà la piena autonomia nell’uso dei tuoi dati

(procedura standard per i malati di burocrazia).

Sai come ti chiami? Dove vivi? Il tuo indirizzo? Il tuo codice fiscale?

Hai l’ultimo contratto a portata di mano? E le ultime buste paga?

se si, evitati la coda al caf, al patronato e in un qualsiasi altro ufficio.

 

La sedia dove sei seduto ora, di certo è più pulita di una qualsiasi sedia di un qualsiasi ufficio.

 

IO evito di fare code, di sentire i piagnistei altrui e peggio ancora, le lamentele di chi è arrivato dopo, perché non ha trovato parcheggio vicino al portone ( ndr di un qualsiasi ufficio in_competente).

Quando mi trovo in queste situazioni, mi ripeto una frase che trovai tempo fa online:

 

“Lascia andare le persone, che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente.” Dalai Lama.

(fosse stata mia questa frase, non sarei qui a scrivere)

 

Comodamente a casa mia, ho compilato la domanda naspi online e ho ripensato.

Se in Italia, con la licenza di terza media

posso ricoprire la carica di ministro della salute

(nel periodo storico in cui sto scrivendo è così)

IO con la capacità di leggere, scrivere ed essere sicuro di possedere un nome, un cognome, di essere nato e di conseguenza possiedo un codice fiscale, ti assicuro che la convinzione di POTER compilare la mia domanda naspi, non fa una piega.

Compilo, rileggo e invio tutto rigorosamente in forma telematica.

Non rimane che compilare materialmente il modello sr163. Lo scarico e lo stampo.

Sino a questo punto, tolta la menata per ottenere il pin dispositivo, è tutto alla portata di tutti.

Rimane il dubbio del timbro.

L’inps ha insistito con la burocrazia per la registrazione al sito e l’ottenimento del pin dispositivo,

(solo chi lo ha ottenuto sa di cosa sto parlando)

moduli, firme, documenti, scansioni, il tutto per aver una sequenza di lettere e numeri,

che non puoi modificare, non puoi scegliere

e a scadenza imposta te ne viene assegnato obbligatoriamente un altro.

Insomma, IO, per dire al sito dell’inps che sono IO,

ho dovuto fare un giro immane, alla mia clinica basta un timbro? Non va bene!

Provo disgusto quando scopro che questo stato è forte con i deboli e debole con i forti.

Mi sono documentato, volevo vederci chiaro.

Blabblabare in qualche chat, in una qualsivoglia chat,

non serve a nulla il più delle volte,

se vuoi sapere come funziona l’inps vai preferibilmente all’inps non in panetteria, macelleria o al bar per chiederlo ai commessi precari, nemmeno in chat. Vai all’inps.

 

Ora, prima di esporre la soluzione, mio caro lettore,

sappi ho dovuto ripetere i passaggi che seguono, per varie volte,

la precarietà non è una fase che anticipa il dolore dei denti, non è transitoria.

La precarietà è una condizione a cui molti sottostanno.

Nell’anno in cui sto scrivendo, il 2017, ho ripetuto la tiritera già tre volte.

Ho sempre incontrato un burocrate di turno con la sue domande da burocrate.

Ho sempre pazientemente ripetuto i passaggi che seguono e spero di arrivare alla fine del tunnel.

Ho sempre ottenuto il prestito sociale, si chiama così ora.

Comunque, i soldi son sempre arrivati.

 

Una volta entrato nell’ufficio inps del pian terreno, che gestisce la ricezione delle domande a sostegno del reddito, ricerco nella mia cartellina:

copia carta identità e codice fiscale,

volti a sancire che sono il padrone dei miei dati anagrafici;

copia modulo accredito stipendio scaricato dalla mia home-clinic,

che sancisce che sono il padrone di un iban e posso padroneggiare i miei soldi;

copia della prima pagina del mio ultimo estratto conto

che sancisce una sudditanza obbligata tra la clinica e me, il padrone.

modulo sr163 compilato e firmato da me.

 

 Servono solo questi fogli facilmente reperibili.

Nomenclandoli ad alta voce e consegnandoli al burocrate di turno,

è uno spettacolo guardare la faccia che fanno.

Era successo una volta di essere rimbalzato ai piani alti,

perché il burocrate di turno non aveva recepito la normativa interna all’inps,

secondo quel burocrate avrei dovuto rivolgermi ad un suo superiore perché lui non se la sentiva di accettare i miei documenti.

In quel caso IO lo avevo autorizzato a farsi furbetto

ed ad andare al mercato nell’orario di lavoro,

perché in quello stato in cui era la sua preparazione,

era meglio fosse stato un non pervenuto.

Gli ho letto ad alta voce quanto segue

 e l’ho invitato seriamente ad andare a fare altro.

 

Purtroppo in Italia le normative son fatte per essere interpretate,

si può però morire vivendo sempre e solo per sentito dire

e comunque,

buoni o cattivi non è la fine, prima c’è il giusto o sbagliato da sopportare

(per la parconditio musicale)

 

a rileggerla, questa norma che segue, mi sembra ovvia:

 (ndr l’ho ricopiata dal portale dell’inps)

 Roma, 14-04-2016        Messaggio n. 1652

 

Bla bla bla bla bla bla         (al secondo paragrafo)

 

Nel caso di conti correnti o carte prepagate aperti presso Istituti di credito virtuali è sufficiente inviare il documento rilasciato on line dalla procedura di collegamento al conto nel quale appare l’intestazione, considerato che il modulo SR163 non potrebbe essere materialmente sottoscritto da un funzionario della clinica (ndr).

 

Cosa dice? Dice quanto ho elencato sopra,

devi portare solo quei documenti, ovvero quelli dei tuoi dati anagrafici,

che dicono chi sei per lo stato,

quelli del tuo iban che dicono chi sei per la tua clinica,

e io ci ho aggiunto anche la prima pagina dell’estratto conto,

dove la mia clinica dice obbligatoriamente a me cosa faccio con i soldi

che passano per le sue sale operatorie.

Questo modulo serve per rassicurare il burocrate timoroso del padrone.

IO posso autocertificare la mia identità,

posso autocertificare gli oggetti che posseggo anche se non sono miei,

ma l’estratto conto è una certificazione di una clinica, un altro ente al di fuori di me

il quale ente, certifica a me padrone, che io e lei siamo collegati da un IBAN.

 

Ora, ripescando dai ricordi pubblicati in questa comunità,

c’è chi è stato rimbalzato all’ingresso, perché sprovvisto di timbro;

chi ha fatto foto allo schermo;

chi ha additato la clinica per non aver facilitato la realizzazione del modulo;

chi ha intrapreso la catena di Sant’Antonio affidandosi a sup_poste italiane per spedire e ricevere il timbro (e chissà se lo ha mai ricevuto il modulo timbrato)

chi ha fatto code ad uno sportello, ad un altro e poi ancora ad un altro…

chi si è legato al dito la brutta esperienza e non la augura a nessuno.

 

So che alcuni miei conoscenti addirittura volevano rinunciare alla naspi.

Insomma chi più ne ha più ne metta.

 

Malati di timbro, ficcatevi in testa questa frase:

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così.

Solo che, quando c’è da rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare,

vi è un prezzo da pagare,

ed è allora, che la stragrande maggioranza

preferisce lamentarsi piuttosto che fare.

Giovanni Falcone.

(andrebbe scritta a caratteri cubitali perché mi fa venire la pelle d’oca)

 

Anche questa frase, fosse stata mia, non sarei qui a scrivere.

 

Caro lettore\paziente sin qui arrivato,

salutandoti, e ringraziandoti per essere arrivato sin qui, ti ripeto:

Visto l’andirivieni della lentezza italiana, visti i passaggi dei pazienti in questa comunità con le stesse e medesime problematiche, visto che molti blabbano ad minkiam senza leggere,

dopo aver letto un sacco di chat e discussioni ad minkiam

dopo aver ottenuto un cenno da @Maurizio_ING

Lo ripeto. Non serve il timbro.

 

Poi, siccome sono sempre i soliti a rimboccarsi le maniche,

a spendere il loro tempo ed elargire preziosissime perle di saggezza

e aiuti più che indispensabili, illuminanti!!

Nomino i top pazienti in questo post, affinché, quando incontreranno altri

“disperati del timbro”,“malati di burocrazia”,

“drogati di comunità”, “sociopatici niknamizzati”

insomma, “italiani medi alla ricerca del timbro”

possano a loro volta essere facilitati con questo vaccino e linkare questa soluzione.

 

@Gabriele @gab16 @Giulio a voi ora arduo compito

 

In tutto sto caos, IO padrone indiscusso delle mie capacità

(leggere e scrivere ed illuminarvi attraverso il vostro monitor)

come promesso, ecco la risata, vi linko un cartone animato per farvi capire meglio:

(più facile di così non so come fare)

 

 

cartone

 

e la norma che sancisce quanto detto:

 

normativa interna innipisi

 

Soluzione e risata come promesso!

 

Spero di essere stato utile e di aver generato un sospiro di sollievo.

Non sono alla ricerca di like\zucchine,

ti prego di NON cliccare su mi piace.

Questa situazione, effettivamente, ha poco di cui compiacersi

e vedere che l’inps prima e tutti gli altri enti (caf e patronati ad minkiam)

in questa situazione hanno solo il coraggio di fare spallucce e muro di gomma,

 

                     MI FA RIBOLLIRE IL SANGUE

 

Cliccando il bottone, non arricchisci me.

Tale gesto fomenterebbe solo l’ego di questo istituto

A me non entrano soldini e nemmeno benefit.

Non sono in cerca di gloria,

(Gloria alla mia mano non manca, piccola citazione x sdrammatizzare)

Non sono il Dalai Lama e nemmeno Giovanni Falcone,

non sono un burocrate e nemmeno un dipendente della zucca,

non lavoro in nessun luogo “prestigioso”,

anzi, non lavoro (la naspi la si compila quando non si ha lavoro).

Potessi, chiederei venga azzerato il contatore delle visualizzazioni.

Se sei qui, se hai letto almeno in parte,

è perché vivi questa situazione o conosci chi la vive.

Qualcuno, si limiterà a commentare le mie parole con

“eh ma io ho sentito dire da una mia amica che un suo conoscente, sapeva di un tizio che aveva fatto una domanda in un ufficio di un edificio…”

Non imbrattate questa chat con l’immondizia di altri,

(rileggiti la frase del Dalai Lama).

In Italia, fatta la legge si trova il modo per aggirarla,

e la legge NON è uguale per tutti

(effettivamente la norma del timbro, la deve rispettare

chi ha un istituto clinico fisico con sedi sparse sul territorio,

noi, pazienti virtuali e qualcuno virtuoso

la possiamo aggirare per effetto di un'altra norma)

 

 

Alla prossima “avventura”

Grazie per aver letto sin qui.

Non cliccare il mi piace.

Non farlo! A me non serve (ed in questo momento nemmeno a te)

può servire una risata! guarda davvero il link,

Fa ridere vedere quanta paura si ha della burocrazia